Flash — Discount : crescita mondiale superiore al mercato grocery

Secondo le più recenti analisi di IGD, il canale discount si conferma il segmento fisico della distribuzione alimentare con la crescita più sostenuta a livello globale da qui al 2030, rafforzando un posizionamento che negli ultimi anni si è progressivamente evoluto da semplice leva di prezzo a modello retail altamente competitivo e innovativo. Il report “Global discount trends 2026” evidenzia infatti come i discount registreranno un tasso annuo composto di crescita del 4,8%, superiore di quasi un punto percentuale rispetto al 4,0% atteso per il mercato grocery complessivo, segnale di una dinamica strutturale che continua a premiare format efficienti, assortimenti snelli e forte orientamento al valore.

Alla base di questa espansione si collocano diversi fattori convergenti, tra cui una domanda persistente di convenienza da parte dei consumatori, l’espansione delle reti vendita e una crescente capacità di innovazione sia a livello di prodotto sia nei modelli operativi. Come sottolineato da Dan Butler, insight partner di IGD, i discount non sono più percepiti…

In questo scenario, operatori come Aldi e Lidl continueranno a giocare un ruolo dominante, con vendite combinate stimate in 334 miliardi di dollari entro fine decennio, sostenute da investimenti nelle private label, dall’espansione internazionale e da modelli avanzati di pricing e fidelizzazione. Parallelamente, il report evidenzia una crescita ancora più rapida per i cosiddetti variety discounters, come Action e Dollar Tree, che potrebbero raggiungere un CAGR del 6,3% grazie alla forte domanda di prodotti non alimentari a basso prezzo e all’incremento degli acquisti d’impulso…

Fonte

Il nostro rapporto con il CIBO negli ultimi 100 ANNI è cambiato molto: come?

Com’è cambiato il nostro rapporto con il cibo negli ultimi cent’anni? Nel primo episodio della docuserie “What We Eat”, prodotta insieme a @foodunfolded con il supporto di EIT Food e cofinanziata dall’Unione europea, ripercorriamo l’evoluzione del nostro rapporto con quello che mangiamo, che è stato stravolto nel giro di un solo secolo

Flash — Pam deve decidere se è un supermercato o se vuol fare il discount

Luigi Rubinelli scrive : “In Pam c’è l’ossessione del confronto con il discount. Lo si vede bene nelle varianti di comunicazione di prezzo. Troppo ripetute”

Io aggiungo che questa fissazione c’era già anni fa, vedi la prima immagine sotto che è del 2021. La seconda foto sotto è del 2026 ed è di Alimentando: l’ho inserita per far capire che slogan e colori sono sempre gli stessi.

Da notare che nel 2024 la crescita del gruppo è stata inferiore a quella dell’inflazione ma soprattutto che Pam, lo stesso anno, NON si è classificata tra le catene più convenienti d’Italia.

Se Pam vuole misurarsi contro i discount, invece di fare comunicazione generica inutile, perchè non fa pubblicità comparativa contro i discount, come – ad esempio – Leclerc contro Lidl, in Francia?

N.B.: nel 2025 Pam si è “distinta” – si fa per dire – solo facendo fare “il test del carrello” ad alcuni suoi cassieri, licenziandoli ed essendo obbligata a reintegrarli,  rimediando una gran figuraccia.

Le certificazioni DOP & IGP

“Due terzi delle cosce di suini lavorati in Italia provengono da maiali allevati in Spagna e Nord Europa…”. E purtroppo alcuni scandali – come prosciuttopoli – hanno scosso il settore: ci vorrebbero campagne di marketing ad hoc, che spieghino il valore della DOP