Il risultato operativo di Esselunga

Una delle tante storielle che sono circolate sul mio conto è che avrei portato ad Esselunga dei risultati economici scadenti per il 2003 e che ciò avrebbe portato alla mia rimozione. Niente di più falso. Se si guardano  i numeri si può notare come il Ros  del 2003, paragonato a quello degli inizi degli anni ’90 fosse decisamente migliorato , anche grazie ad un’attenta gestione dei contratti con i fornitori (vedi l’esempio di Barilla) e  alle negoziazioni effettuate nella Centrale ESD

Nelson Rockefeller: con la IBEC, il supermercato esce dall’America e va in Italia

Il successo del supermercato in Venezuela spinge Rockefeller a espandere il modello in Sud America e poi in Europa, iniziando dall’Italia. Tra gli investitori ci sono i fratelli Caprotti, tra cui mio padre Bernardo e mio zio Guido. Nel 1957 nasce a Milano la Supermarkets Italiani, futura Esselunga.

Nelson Rockefeller. Costruire supermercati in Venezuela: l’inizio di un progetto mondiale

Nel 1947 la IBEC di Rockefeller apre in Venezuela, introducendo i supermercati e rivoluzionando il commercio locale. Il modello viene poi esportato in Europa, a partire dall’Italia. Con soci italiani come i fratelli Caprotti, nasce a Milano nel 1957 il primo supermercato, futura Esselunga.

Nelson Rockefeller: la IBEC, un’azienda con una (doppia) missione

Nel 1947 Nelson Rockefeller fonda la IBEC per migliorare le economie dei paesi meno sviluppati, iniziando dall’America Latina con l’introduzione dei supermercati. Il successo lo spinge a esportare il modello in Europa, partendo dall’Italia. Con soci locali, tra cui i fratelli Caprotti, apre a Milano nel 1957 il primo supermercato, futura Esselunga.

I Caprotti e la Coop: Turiddo Campaini, un “nemico” e un maestro

“L’esperienza a Firenze è per me una grande scuola anche perché l’avversario che abbiamo di fronte è, all’epoca, uno tra i più efficienti e competitivi: la Unicoop amministrata e gestita da Turiddo Campaini. Una Coop aggressiva con una politica locale molto spiccata, efficiente e orientata al mercato. I prodotti toscani sono la norma ma non mancano quelli cinesi, per la grande comunità distribuita fra Prato e Campi Bisenzio...

James Hugh Angleton: il dopoguerra, il ritorno negli Stati Uniti

James Hugh Angleton è il Presidente della Camera di commercio statunitense a Milano negli anni Trenta; sa entrare nei “posti giusti” e riesce a costruirsi una rete di conoscenze utile a fargli sentire sempre il polso della situazione economica e politica del Paese. Lascia l’Italia in guerra nel settembre del 1941; per poi tornarvi due anni dopo da militare e agente dell’intelligence. Nel dopoguerra si stabilisce a Roma, dove continua la sua attività e riassume la carica di Presidente della Camera di Commercio statunitense, ma negli anni Sessanta torna definitivamente nella sua città negli Stati Uniti, dove muore nel 1973.