Monoprix apre “il negozio più piccolo e più grande di Francia”

Il negozio è un Monoprix, appartenente al gruppo Casino. E’ grande 50 mq. ma può ricevere, dopo un ordine online, 28’000 articoli (in Esselunga ne gestivo 27’000, nei superstore). Contiene inoltre 400 referenze basiche, da superette (“de depannage”). Viene definito un Drive piéton (drive pedonale), “Cliquez et retirez” (click and collect).

Dark store e dark kitchen negli USA, in Francia, In Spagna. E in Italia?

Ci sono stati quelli italiani , con Esselunga (2001) ed Unes (2016), e quelli americani, con Whole Foods (Amazon), i dark store aperti durante la pandemia. Poi Whole Foods ne ha aperto uno a settembre 2020, a Brooklyn. Sopra vedete invece un dark store in un Monoprix (di Casino), a Parigi, aperto dal 2019. Ha le funzionalità di un magazzino ma l’organizzazione di un negozio, chiuso però al pubblico. E’ aperto dal 2019 e lavora solo per Amazon.

Reati alimentari: salute dei consumatori e qualità del made in Italy a rischio 

Chi abbia investito fortemente sulla qualità e l’igiene dei propri prodotti si troverà a dover competere sul mercato con chi, impunemente, e con evidenti risparmi di costi, decida di non rispettare le norme volte a garantire la salubrità e la qualità degli alimenti. Questa situazione comporta iniquità nei confronti dei produttori seri che rischia di incoraggiare comportamenti decisamente meno virtuosi.

Supermercati e fornitori di ortofrutta. Un rapporto difficile (parte seconda)

L’utente finale vuole essere a km zero (sulla carta), vuole seguire le stagionalità (come vede in tv o sui social), vuole essere etico e responsabile e vuole spendere il giusto. Però vuole anche spendere il meno possibile, vuole che tutti i prodotti siano disponibili 12 mesi all’anno perché vuole essere libero di scegliere il come, il cosa ed il quando. Vuole il prodotto bio che viene via aerea dal Perù.