Flash — La GDO cambia pelle: clienti infedeli, AI agentica, store autonomi e promozioni che non bastano più. E poi c’è il localismo

…Il prodotto locale non è più una semplice referenza, ma uno strumento identitario. Alcune insegne supportano piccoli produttori nello sviluppo delle ricette, nel packaging e nei processi di qualità, trasformando la GDO in un ecosistema che valorizza le filiere locali. La private label evolve: non più solo leva di convenienza, ma sistema di valori capace di dialogare con community, creator digitali e nuovi target. In alcune insegne rappresenta già oltre metà del fatturato ( Sotto : etichette Esselunga “prodotto in Toscana” introdotte più di 30 anni fa per i prodotti freschi e utilizzate ancora oggi : nel 2003 il 70% dei nostri fornitori fatturava meno di 100K)…

Dai carrelli intelligenti all’AI agentica, dagli autonomous store alla riscoperta del territorio, emerge una GDO che evolve rapidamente: tecnologica, data‑driven, automatizzata, ma allo stesso tempo più umana, locale e relazionale. Un settore che interpreta bisogni sempre più frammentati e fluidi, costruendo un nuovo equilibrio tra innovazione e prossimità.

Mi auguro con tutto il cuore che questi cambiamenti avvengano, soprattutto quelli tecnologici, ma mi domando : quando si parla di tecnologia sui social (AI, e-commerce, promozioni personalizzate, etc.) come mai sembra non esserci interesse alcuno da parte degli utenti italiani?

Redatto il 9 maggio, aggiornato il 10 maggio 2026

Guido Caprotti, il fratello meno famoso

Guido Caprotti è stato uno dei pionieri della grande distribuzione in Italia, socio fin dall’inizio della 'Supermarkets italiani' (poi Esselunga), fondò in seguito con Marco Brunelli 'La Romana Supermarkets' (poi GS). Successivamente acquistò insieme ai fratelli la maggioranza di Esselunga dagli americani. Nonostante questo ruolo, il suo nome è rimasto ai margini del racconto pubblico. Ingiustamente. Perché all’intuizione sua e di Brunelli si deve una parte importante dell’avvio della moderna distribuzione in Italia. Non a caso, già nel 1959, La Stampa lo definì “un gigante dell’imprenditoria”.

Flash — La marca del distributore raggiunge il 50% nei principali mercati europei, segnando un nuovo record. In Italia resta però al 36%

Secondo Circana, nel 2026 la crescita è destinata ad accelerare: inflazione e shopping guidato dall’Ai favoriranno i prodotti più convenienti a parità di benefici …

l’analisi di Circana rileva che i retailer sono riusciti a mantenere i prezzi bassi e una qualità elevata. Le MDD stanno intercettando i trend legati alla salute e agli stili di vita, offrendo proposte premium e lanci di prodotti innovativi con un dinamismo superiore a quello dei marchi nazionali. Anche la strategia dei distributori di indirizzare contenuti sui social media verso acquirenti più giovani e meno fedeli ai marchi tradizionali sta giocando un ruolo chiave nel sostenere la domanda…

Sotto: Esselunga, sotto alla mia guida, era al 35% circa di marchio privato già nel 2003 (grazie ai marchi Esselunga, Naturama, Esselunga Bio e Fidel il primo prezzo creato per combattere i discount).