I Caprotti e la guerra: le medaglie del nonno Peppino, post 1919

Il cofanetto, conservato tra i cimeli di del nonno Peppino, contiene la Medaglia della Vittoria, concessa ai militari che avessero partecipato alla Prima Guerra Mondiale, e la croce dell’Ordine Equestre Pontificio di San Silvestro Papa, attribuita forse a Peppino, forse a un altro Caprotti benemerito. Sulla divisa, anch’essa conservata tra i cimeli di mio nonno, i due nastri del Distintivo per le Fatiche di guerra e quello della Medaglia della Vittoria.

Le ossa dei Caprotti | #4WD

Se autore ed editore di cotanto libro hanno investito tutti questi quattrini per promuoverlo su così larga scala, a prescindere dalle materiali possibilità di un possidente con un cognome del genere, i suoi contenuti devono essere gioco forza interessanti e, in ogni caso, dev’esserci la precisa volontà di rendere noto qualcosa di veramente inedito e forse scottante, non certo la necessità di guadagnare dai proventi delle vendite.

A Firenze «nella città-laboratorio di Esselunga. Ma quanta ostilità»

Giuseppe Caprotti parla del suo libro alla Feltrinelli: Firenze e Esselunga, un legame che inizia nel 1961 quando l’azienda esce per la prima volta dai confini lombardi per aprire un supermercato nel capoluogo toscano, in via Milanesi. E dove poi all’inizio degli anni Novanta nascerà il primo superstore a Novoli.