New Princes comprerà i supermercati Carrefour Italia : la differenza tra tifo e realtà

Non ci si può improvvisare distributori e soprattutto non sempre aggregare più realtà, con culture diverse, porta forza : l’acquisizione di Newlat mi ricorda le vicende de la Standa e quelle di Auchan-Conad ma anche la fusione Carrefour- Promodes o le vicende di Walgreens con Boots. Senza contare la lezione del fallimento di Sears o quella della chiusura della Dominick’s per manifesta incompetenza

I matrimoni dei Caprotti: Claudio e Paola Albera

Un decennio dopo i due fratelli maggiori anche Claudio convola a nozze, sposando Paola Albera a Firenze, nel 1968. Una cerimonia stile anni ’70, la sposa in un corto vestito giallo, lo sposo in semplice abito chiaro, la chiesa piena di margherite, ma anche questo terzo matrimonio, dopo la nascita di Andrea e Fabrizio, finirà con un divorzio che lascerà a Paola l’amatissima Villa Nadina a Forte dei Marmi.

I matrimoni dei Caprotti: Guido e Maria Luisa Austoni

Pochi mesi dopo le nozze del fratello maggiore Bernardo con Giorgina Venosta, il secondo fratello, Guido nel 1959, nella chiesa milanese Maria Luisa (detta Lu) Austoni, figlia di Benedetto, chirurgo e luminare della medicina, cosa che merita alla coppia anche un trafiletto su un giornale. Amici e parenti circondano la coppia che pare serena, e lo resterà per qualche anno; ma pure questo matrimonio, dopo qualche anno e due figlie, Bendetta ed Elisabetta, finirà.

I matrimoni dei Caprotti: Bernardo e Giorgina Venosta

Bernardo e Giorgina s’incontrano a Forte dei Marmi, e si sposano a Milano nel novembre del 1958, nella chiesa di San Fedele stipata di invitati e, fuori dai portoni, una folla di curiosi. Lei ha 17 anni, lui il doppio. L’album fotografico mostra sorrisi e gioia intorno agli sposi; le premesse ci sono tutte, ma non si compiranno. La coppia si separerà nonostante la nascita di due figli, Giuseppe e Violetta.

I Caprotti e la famiglia: Anna Zanchi Morpurgo, 1949

Il giorno dell’incidente stradale che lo uccise, il nonno Peppino non era solo. Al suo fianco sedeva una donna che frequentava da un paio d’anni, e riportò gravissime ferite. Scoprirò solo molto tempo dopo che si chiamava Anna Z., e la conoscevamo bene. Negli archivi della Biblioteca Braidense, a Milano, è conservata una serie di ritratti fotografici che ne immortalano la bellezza.