I Caprotti e le ossa: “Tomba di famiglia, atto secondo: alti e schietti”, 2009

Nel 2009 chiude la Manifattura Caprotti ad Albiate. Anche se la fabbrica da qualche anno non è più dei Caprotti, è naturale che il sindaco Filippo Viganò si rivolga a Bernardo per cercare di limitare le pesanti ricadute sociali che tale chiusura avrà sul paese. Bernardo risponde con una lunga lettera, in cui liquida brevemente (ma non malamente) la questione Manifattura, per dilungarsi sul ben più grave problema dei cipressi del cimitero di Albiate, che sconsiderati giardinieri potano malamente impedendo loro di crescere “alti e schietti” come dovrebbero.

Le ossa dei Caprotti: la tomba di famiglia, atto primo, 1997

Nel 1997 papà e i fratelli non si parlano ormai da chissà quanti anni. Pochi giorni prima di Natale, Bernardo dà il via a quello che nel tempo trasformerà in un vero e proprio tormentone. Nel cimitero di Albiate, la cappella di famiglia necessita di urgenti restauri perché importanti infiltrazioni d’acqua compromettono sia la struttura, sia i feretri che vi sono conservati. Quello che colpisce nel modo in cui Bernardo riferisce i fatti a Guido e Claudio è la meticolosità delle descrizioni. Racconta con precisione ogni dettaglio, non risparmiando loro le fotografie delle casse malridotte e magari aperte, compresa quella del loro papà Peppino.

I Caprotti e le ossa: Milano, Cappella Santuario di San Bernardino alle Ossa, sec. XVII

Quando, da bambini, possiamo trascorrere del tempo libero con nostro padre, una delle mete predilette è il seicentesco Oratorio di San Bernardino alle Ossa, il cui interno è decorato da centinaia di ossa e teschi esumati dal cimitero del vicino Ospedale del Brolo disposte nelle nicchie, sul cornicione, adornando i pilastri, fregiando le porte. E questo particolare, che agli occhi e all’immaginazione di noi bambini risulta piuttosto macabro, ci impressiona molto. Ossa e cimiteri saranno quasi una sorta di ossessione, nella vita di Bernardo.

Flash — RADIO 24: DOMANI AD ‘AMICI E NEMICI’ SEQUI, FUBINI, GABERSCIK E CAPROTTI

Ospiti di Lucia Annuziata e Daniele Bellasio (Il Sole 24 Ore Radiocor Plus) – Milano, 10 nov – L’ambasciatore Ettore Francesco Sequi, Federico Fubini, Dalia Gaberscik e Giuseppe Caprotti sono gli ospiti della prossima puntata del programma ‘Amici e nemici’ in diretta tutti i sabati su Radio24 dalle 8.30 alle 10.

Con l’ambasciatore Sequi e Federico Fubini del Corriere della Sera, i due conduttori torneranno a porre l’attenzione sul conflitto in Ucraina e sul processo di ingresso di Kyiv nell’Unione europea.

Dalia Gaberscik, invece, parlera’ del documentario ‘Io, noi e Gaber’, dedicato a suo padre. Il film e’ uscito nelle sale questa settimana e che racconta la vita e l’opera del cantautore milanese scomparso vent’anni fa.

Giuseppe Caprotti, in chiusura, presentera’ il suo ultimo libro, ‘Le ossa dei Caprotti’, in cui l’autore ripercorre la storia della sua famiglia, fondatrice della catena di supermercati Esselunga.

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(RADIOCOR) 10-11-23 18:41:24 (0595) 5 NNNN

I Caprotti e i supermarkets Esselunga: l’uovo di Aprilia, anni ’50

Nelson Rockefeller non possedeva solo l'Esselunga in Italia. Aveva anche un'azienda, ad Aprilia, che produceva uova... Nel 1961, quando ormai tutti e quattro i previsti negozi milanesi erano stati aperti, le cifre di bilancio relative all’anno precedente – 200.000 dollari netti di ricavo – dimostrarono che non solo l’idea, ma il suo modo di realizzarla erano stati vincenti. Era stata creata una logistica efficiente, dal magazzino centrale all’acquisto di grandi quantità di merci a prezzi agevolati, ma anche una filiera produttiva propria: la IBEC rilevò ad Aprilia un grande allevamento di pollame, la “Città dei Polli”, e la trasformò in allevamento di galline ovaiole con impianto di trasformazione delle uova.

I Caprotti e i supermarkets Esselunga : il pastificio degli americani, anni ’50 ca.

Per quanto riguarda l’approvvigionamento di alcuni prodotti freschi, il problema fu costituito dalla mancanza di merci adeguatamente preparate e controllate. Per questo Esselunga stabilì di avviare la produzione in proprio già dal 1959, realizzando un panificio, una gelateria che vendeva i suoi prodotti anche d’inverno, una torrefazione per il caffè, un magazzino per i salumi, un’azienda avicola per l’approvvigionamento di uova fresche ma soprattutto un grande pastificio per ravioli, tortellini e gnocchi, il cui successo riuscì perfino a emozionare gli americani, che riuscivano a vendere agli italiani uno dei loro prodotti preferiti, la pasta, a qualità eccellente e risparmio del 50%.