I Caprotti e la famiglia: le feste e i regali, che hanno sempre un significato

Per un Natale dei primi anni ’70 ricevo da papà un trenino elettrico. È bellissimo ma i treni e la meccanica a me non interessano, sono passioni sue. Lo scambio con delle piante grasse di Violetta. Bernardo però usa questo episodio per ripetere una sua idea ricorrente: Violetta è più intelligente di me, ‘è una futura businesswoman’ dice. Invece io vengo definito “il pensatore”. Il termine a me non dispiace ma credo che Bernardo, in fondo, disprezzi i letterati, i giornalisti, i professori, che accomuna all’intellighenzia di sinistra frequentata dalla ex moglie Giorgina. Nel caso del trenino, ciò che conta per nostro padre è soltanto il valore materiale dell’oggetto, certamente superiore a quello delle piante.

I Caprotti e la famiglia: Giuseppe da bambino, 1966 ca.

Con nostro padre, noi due bambini viviamo anche momenti belli e spensierati. Con lui ascoltiamo musica, si parla, si ride, si scherza, si guarda un po’ di televisione, si fanno anche vacanze e gite assieme. Ma attorno ai 10 anni qualcosa già comincia a non funzionare. Somiglio molto alla mia madre fedifraga, con lei ho anche un bel rapporto, e papà non lo manda giù. Inoltre mi manca tanto l’affetto fisico: da lui mai un abbraccio o una carezza.

Alessandro F. Giudice a proposito di Le ossa dei Caprotti

Un punto di vista molto originale di una storia speciale del capitalismo familiare italiano. Una saga appassionante, un libro scritto benissimo che scorre tutto d’un fiato, capace di offrire l’immagine poco conosciuta, davvero stupefacente di un uomo spesso circondato da esaltazione forse eccessiva da parte dell’opinione pubblica e da certa ritrattistica agiografica

I Caprotti e la famiglia: Carla Fossati Bellani poi in Venosta, 1958

Carla Fossati Bellani (1924 – 2019), fu la seconda moglie di mio nonno Guido Venosta. Fu designer di fama internazionale. Nel 2000 promosse la nascita della “Fondazione europea Guido Venosta, l’uomo contro il cancro” (oggi “Fondazione Guido Venosta”), il cui obiettivo era ed è, “onorando la memoria di Guido Venosta e mutuandone le esperienze, promuovere e contribuire ad elevare l’educazione del pubblico verso i più alti ideali culturali e di solidarietà”.

I Caprotti e la famiglia: il matrimonio di Bernardo e Giorgina, novembre 1958, lo zio Claudio e la nonna Marianne

“La nonna ha una debolezza: è innamorata pazza del terzo figlio, mio zio Claudio". Alcuni amici mi hanno raccontato che Claudio, all’epoca, quando era ad Albiate aveva il permesso di fare colazione e pranzo a letto. Bernardo soffre per questo rapporto unico e sono convinto che la gelosia tra i due fratelli sia stata una delle cause dei litigi che scuoteranno la nostra famiglia.