Cibo, ambiente e salute : cosa potrebbe succedere con l’accordo Mercosur- UE

Mercosur : è ovvio che il rischio “invasione” di prodotti non controllati, senza le clausole di salvaguardia,  rischia di aggravare i rischi per la nostra salute. Ma il problema vero è che nell’Unione Europea esistono delle autorizzazioni “in deroga” che permettono a sostanze proibite di essere utilizzate da paesi membri per fare concorrenza sleale ai vicini. Prima di scagliarsi contro il Mercosur forse bisogna quindi mettere ordine in Europa

Flash — Mercosur : perchè si va avanti

La Commissione lo vuole applicare provvisoriamente su spinta della Germania la cui industria, di fronte al fatto di non poter più comprare gas russo a basso prezzo e all’invasione di prodotti cinesi (es.: auto), è in gran difficoltà e ha bisogno di sbocchi.

La Francia, con la sua agricoltura, anch’essa in gran difficoltà soprattutto sul fronte degli allevamenti e de della carne, è invece contraria e contrariata.

Flash — Chiusura di impianti e surplus importazioni: la crisi strutturale dello zucchero in Europa e in Italia

Chiusi 22 impianti su 103 nel Continente. In Italia l’ultima cooperativa rimasta ha annunciato la sospensione temporanea dello stabilimento veneto.

Coprob-Italia Zuccheri, unico produttore nazionale di zucchero italiano – due stabilimenti che gestiscono l’intera filiera della barbabietola, dalla lavorazione allo stoccaggio – annuncia la sospensione stagionale dell’impianto veneto di trasformazione della barbabietola. Per il 2026 a Pontelongo (Padova) – 200 lavoratori, tra fissi e stagionali e 2mila agricoltori conferenti – sarà mantenuto solo il sito di confezionamento, ma «sarà ultimato il progetto di ammodernamento strutturale con il progetto Pnrr da 3 milioni di euro».

Flash — I paesi produttori di caffè stanno diventando troppo caldi per coltivare i chicchi, secondo un’analisi

Cinque paesi responsabili del 75% della fornitura mondiale di caffè registrano una media di 57 giorni extra di caldo dannoso per il caffè all’anno…

Le piante, in particolare la varietà Arabica più pregiata, soffrono le temperature superiori ai 30°C…

Il paese produttore di caffè più colpito è stato El Salvador , che ha registrato 99 giorni aggiuntivi di caldo dannoso per la pianta. Il Brasile, il più importante produttore di caffè al mondo, che rappresenta il 37% della produzione globale, ha registrato 70 giorni aggiuntivi [days added, in rosso scuro sotto nella tabella di The Guardian] con temperature superiori a 30 °C. L’Etiopia, che rappresenta il 6,4% della produzione di caffè, ne ha registrati 34… e lì piccoli agricoltori producono dal 60% all’80% del caffè, ma hanno ricevuto solo lo 0,36% dei fondi necessari per adattarsi agli impatti della crisi climatica..

Scandalo del latte per bambini: due morti, Nestlé nel mirino delle indagini penali

Latte per bambini: la presenza di tossine nei prodotti Nestlé è stata identificata dieci giorni prima dei primi richiami, alla fine di novembre. Secondo le informazioni di “Le Monde”, il produttore ha atteso una “analisi dei rischi per la salute” prima di informare le autorità olandesi e poi europee della presenza di cereulide nel latte prodotto nei Paesi Bassi…

Il Governo spinge sulla carne: 300 milioni agli allevamenti bovini con il ddl Coltivaitalia

Ovviamente si potrebbe “pensar male”, visto che Cesare Prandini, presidente di Coldiretti. è un allevatore ma limitiamoci ai fatti: dal punto di vista commmerciale la scelta sembra intelligente mentre dal punto di vista ambientale decisamente no. Poi verrebbe da domandarsi perchè si sostengono allevamento ed olivocultura e non altri comparti come la frutta e verdura ma bisognerebbe avere il dettaglio del DDL.

Flash — Riso europeo a rischio : dall’import il 60% dei consumi anche perchè scaduta la clausola di salvaguardia europea

In questi giorni a Bruxelles decisione sul sistema dei dazi agevolati sugli arrivi dal Sud Est asiatico. Le industrie risiere: il prodotto già lavorato costa come quello grezzo nella Ue

Import agevolato (e a basso costo), surplus globali, insieme a svalutazione del dollaro, riduzione dei noli e impatto della crisi climatica sui produttori stanno mettendo a dura prova la tenuta della filiera risicola italiana.

L’ultimo allarme per una concomitanza di fattori «che non sono gestibili dalla filiera» arriva dall’Airi, l’Associazione delle industrie risiere che da qualche anno, scaduta la clausola di salvaguardia europea che l’Italia era riuscita faticosamente a far attivare a Bruxelles, fronteggia la ripresa dell’import a dazio zero dai grandi produttori, arrivata a coprire oltre 60% degli acquisti totali europei.

Riso in gran parte già pronto e confezionato, venduto a prezzi insostenibili per i produttori continentali: oggi via Rotterdam arriva un riso bianco lavorato a 400 euro per tonnellata; le varietà concorrenti europee costano almeno il doppio, 800-1.000 euro. In Italia con 400 euro si compra una tonnellata di risone, materia prima agricola che poi dev’essere trasportata, stoccata, lavorata e confezionata… Il Sole 24 ore

Sulle clausole di salvaguardia leggi qui.