Flash — I principali commercianti di cereali brasiliani abbandonano il patto di conservazione dell’Amazzonia

Abiove, che include ADM (ADM.N), Bunge (BG.N), tra i cui membri figurano Cargill, Cofco e Louis Dreyfus, ha confermato di aver “avviato colloqui” per uscire dal patto, sostenuto dal governo federale e da gruppi ambientalisti.

Il WWF ha dichiarato in una nota che la decisione ha rappresentato una battuta d’arresto per l’ambiente.

L’uscita delle aziende dal patto “indebolisce uno degli strumenti più efficaci per combattere la deforestazione nel Paese” ed espone gli agricoltori a crescenti rischi climatici, ha affermato il WWF.

Reuters

Lusetti (Confcommercio): “Non vessiamo gli agricoltori. Rincari causa energia e clima” (e materie prime)

Il fatto di non avere rapporti diretti con gli agricoltori NON può costituire un vanto perchè vuol dire che chi compra, nella GDO,  non lo sta facendo bene perchè accetta intermediari e opacità nei prezzi d’acquisto e nei margini di tutti gli attori della filiera. Molto probabilmente , negoziando direttamente con i produttori agricoli, potrebbe ottenere prezzi migliori che andrebbero a vantaggio dei propri clienti

Il nostro rapporto con il CIBO negli ultimi 100 ANNI è cambiato molto: come?

Com’è cambiato il nostro rapporto con il cibo negli ultimi cent’anni? Nel primo episodio della docuserie “What We Eat”, prodotta insieme a @foodunfolded con il supporto di EIT Food e cofinanziata dall’Unione europea, ripercorriamo l’evoluzione del nostro rapporto con quello che mangiamo, che è stato stravolto nel giro di un solo secolo

Lo studio sul glifosato della Monsanto è stato scritto da dipendenti … della Monsanto (!) che appartiene a Bayer

Il glifosato è stato classificato come “possibilmente cancerogeno”; si tratta di un’erbicida il cui utilizzo è controverso : è presente nella pasta ma anche nelle falde acquifere italiane. Il backstage di questo studio, un documento scottante, è significativo visto che il glifosato è stato – anche sulla base del medesimo – riautorizzato dalla UE nel 2023

Flash — Che cosa prevede il nuovo decreto sul vino dealcolato e perché il settore lo aspettava da tempo

Il decreto arriva dopo una lunga fase di attesa [ e di opposizione  del ministero e di Coldiretti ] da parte del comparto vitivinicolo e delle associazioni di settore. Negli ultimi mesi il tema del vino dealcolato è rimasto sospeso in un vuoto normativo che ha rallentato investimenti, sperimentazioni e pianificazione industriale, nonostante la normativa europea fosse già attiva.

Le associazioni di categoria avevano sollecitato più volte un intervento che chiarisse soprattutto gli aspetti fiscali e autorizzativi, considerati l’ostacolo principale alla piena operatività del segmento in Italia. La mancanza di un quadro sulle accise e sulla gestione dei depositi fiscali aveva infatti creato incertezza giuridica per i produttori interessati a sviluppare linee di vino dealcolato o parzialmente dealcolato.

Con la firma del decreto, viene ora stabilito il perimetro normativo entro cui il settore potrà muoversi, almeno per quanto riguarda il trattamento fiscale, le autorizzazioni e le modalità operative legate alla produzione e alla conservazione.

Il decreto è stato firmato dal ministro dell’agricoltura Francesco Lollobrigida (sotto con  Cesare Prandini, presidente Coldiretti)

I Caprotti : dal tessile – con la Manifattura – all’Esselunga

La storia dei Caprotti inizia con Antonio del fu Giovanni Battista (1685). Le origini della famiglia con l’agricoltura e il tessile, fino al 2009 quando, anche a causa del forte calo di ordini, i vertici aziendali decidono la chiusura della Manifattura dopo oltre 179 anni di attività. Nel frattempo i Caprotti, nel 1957, hanno avuto modo di partecipare alla fondazione dell’Esselunga

Flash — Prezzi praticati dalla GDO in Italia e inflazione : l’antitrust indaga

In estrema sintesi l’inflazione alimentare è più alta di quella totale (che comprende altre voci, come l’energia, i servizi etc) e quindi l’AGCM ha aperto un fascicolo in merito.

Temiamo l’abbia fatto inutilmente perchè i prezzi di molti beni di largo consumo – utilizzati tutti i giorni nella vita degli italiani – hanno subito aumenti fortissimi , molto più alti della media, anche del settore alimentare visto nel suo insieme. Sotto – nella prima immagine- ne trovate alcuni esempi. Ciò è avvenuto anche in altri paesi (es.: la carne negli USA).

Anche durante il Covid- 19 era scattata un’indagine simile, poi finita nel nulla: il vero problema, annoso, e mai affrontato e risolto è quello della reddittività degli agricoltori (vedi pezzo di Repubblica sotto). Su questo tema leggi puoi leggere anche questo  articolo.

Redatto il 24 dicembre, aggiornato il 25 dicembre 2025

Le certificazioni DOP & IGP

“Due terzi delle cosce di suini lavorati in Italia provengono da maiali allevati in Spagna e Nord Europa…”. E purtroppo alcuni scandali – come prosciuttopoli – hanno scosso il settore: ci vorrebbero campagne di marketing ad hoc, che spieghino il valore della DOP