Perchè la frutta in gdo è molto spesso immangiabile?

Quest’inverno ho comprato frutta scadente nella “grande distribuzione” (GDO) italiana. Non faccio nomi ma compro cibo in più insegne. Poi mi è capitato di assaggiare questi mandarini italiani (foto sopra) che un mio amico mi ha portato da un paese extra UE e sono rimasto “folgorato”: erano buonissimi. Mi sono domandato : perchè la frutta che trovo nel Nord Italia non è buona? Aggiornato il 9 marzo 2021

E non parlo solo di mandarini ma anche di mele, banane, arance, kiwi, etc

Agricoltura in allarme, la corsa al solare minaccia i campi : a rischio di perdere terreni fertili per centrare i target UE

Questo articolo ha due pregi :1 mette in evidenza un problema dell’agricoltura : la perdita di terreni. 2 propone un’azienda esemplare in Campania: l’azienda agricola San Salvatore di Giuseppe Pagano, un imprenditore illuminato, che propone, nel locale vicino all’azienda (La dispensa), i suoi prodotti, le cui confezioni sono state create da Gillo Dorfles. Consiglio una visita nella sua regione, il Cilento, e nel suo locale.

Etichette anti-cancro sui cibi

«la Commissione sta intraprendendo una revisione della politica di promozione dei prodotti agricoli, nell’ottica di potenziare il proprio contributo alla produzione e al consumo sostenibili, e in linea con il passaggio a una dieta con più verdura, meno carni rosse e lavorate e altri alimenti legati al rischio di cancro, più frutta e verdura»

Flash — Un’aggiornamento sull’e-commerce in Cina

1 Pinduodo ha 731 milioni clienti/anno mentre Alibaba ne ha 757 milioni (Financial Times). Pinduodo è la rivale di Alibaba nella vendita di prodotti agricoli (frutta e verdura) in Cina. Tencent è entrata nel mercato recentemente. Pinduodo, prima del cambio di rotta del governo cinese, aveva messo a segno un + 269% a New York (sempre FT).

2 Il “Single’s day” di Alibaba ha nesso a segno ordini per 75,8 miliardi di $ (Fonte : Financial Times).

Su Pinduodo e Tencent leggi anche : E-commerce in Cina i casi Pinduodo e Meituan evidenziati dal Financial Times