Caldo: con il mare nel Po a rischio il 30% del Made in Italy
A rischio grano, mais, riso, frutta, latte e anche molluschi
A rischio grano, mais, riso, frutta, latte e anche molluschi
La Bayer ha detto che dismetterà il Roundup nel 2023: il rischio d’immagine è forte, visto che il cancro ci può mettere fino a 10 anni per manifestarsi e che quindi il numero di ulteriori cause potrebbe essere praticamente infinito
La picchiata della Borsa di New York è stata innescata dai titoli dei giganti della grande distribuzione, Target, Walmart e Dollar Tree, abbandonati dagli investitori per la forte contrazione degli utili e i costi crescenti.
Oltre due prodotti agroalimentari tricolori su tre sono falsi, senza alcun legame produttivo ed occupazionale con il nostro Paese.
la Repressione frodi ha accertato che il 25% dei maiali avviati alla filiera della Dop nel 2020 non aveva le caratteristiche per ricevere il prestigioso marchio.
Può essere utile per il lancio di nuovi prodotti ma – nella distribuzione – prima di occuparci del metaverso facciamo decollare l’e-commerce” che, in Italia, almeno nella gd food, è ancora embrionale
Si corre il pericolo di dire addio al pomodoro tardivo così come a molte orticole, la cui coltivazione, vista la mancanza di acqua necessaria per irrigare, non può neppure essere avviata. Per la frutta estiva invece, in particolare meloni e cocomeri, si prevede una riduzione tra il 30% e il 40%
“Nel condurre le negoziazioni economiche con i propri fornitori, Eurospin basa la propria attività sui principi di trasparenza, correttezza, proporzionalità…
Il vero nodo, il collo di imbuto, è la logistica. A settembre in Italia rischiamo di non avere i cereali necessari per realizzare sia i prodotti alimentari destinati al mercato interno, sia quelli destinati all’export.
Insieme, Mosca e Kiev producono quasi un quarto del grano mondiale.
Queste sostanze avrebbero dovuto essere ritirate dal mercato dal 2011. E se l’UE si è data l’obiettivo ambizioso di ridurre del 50% i pesticidi entro il 2030, ad oggi non esistono sistemi per monitorare i progressi che verranno eventualmente fatti.
Il mondo sta cambiando, o il retail si adegua o scompare. Colpa della marca privata che continua ad avanzare? Non è quello il problema.