Esselunga a casa (e-commerce) : il risultato operativo
Nel 2013 Esselunga a Casa aveva una reddittivà lorda -ante tasse- del 7,9%. Se ne parla in “Le ossa dei Caprotti”
Nel 2013 Esselunga a Casa aveva una reddittivà lorda -ante tasse- del 7,9%. Se ne parla in “Le ossa dei Caprotti”
McKinsey stima che i retailer con sistemi AI autonomi crescano il 50% più velocemente dei concorrenti. Cognizant proietta 4,4 trilioni di dollari di spesa aggiuntiva nei prossimi cinque anni da parte dei clienti che abbracciano l’AI. Gli agenti non sono un investimento nel futuro del retail, sono già il presente e chi tarda ad agire oggi rischia di dover recuperare domani uno svantaggio difficilmente colmabile
E’ un peccato che nessuna azienda italiana abbia avuto la dimensione ma soprattutto la visione per approcciare il mondo come lo hanno fatto questi colossi. In Italia tutti hanno pensato : l’e-commerce deve essere sostenibile da solo. E’ successo ad Esselunga a casa finchè non aveva rivali, ma Amazon e Walmart smentiscono questa visione. L’e-commerce si sostenta con altri ricavi, più redditizi
“Il 49% dei giovani ormai consulta ChatGpt per l’eCommerce e presto questo trend raggiungerà anche l’Europa. Walmart ha fatto un accordo con OpenAi perché vuole controllare il flusso delle informazioni: liste, prezzi e altro”. Il futuro dell’eCommerce è arrivato
Oggi l’eCommerce food & grocery, pur rappresentando ancora una quota limitata del fatturato complessivo della distribuzione alimentare, in diversi casi ha raggiunto modelli economicamente sostenibili. Di questo tema si è discusso all’eCommerce Food Conference durante una tavola rotonda che ha visto confrontarsi Giuseppe Caprotti e Mario Gasbarrino, due protagonisti storici della GDO italiana, moderati da Cristina Lazzati, direttrice di Mark Up e Gdoweek
Una guerra planetaria commerciale, eminentemente politica, dove cinesi ed americani la fanno da “padroni” e l’Europa, a parte alcune rare eccezioni- come Lidl – , è rimasta a guardare
Spesso immaginiamo il Made in Italy agroalimentare come un sistema autosufficiente, capace di produrre internamente tutte le materie prime che utilizza. La realtà è ben diversa: siamo , molto spesso, solo degli ottimi trasformatori di prodotti che provengono da altri paesi
Walmart, 12esima azienda per capitalizzazione mondiale, ha la possibilità di far fronte, alla pari, all’eterna rivale Amazon. In Europa chi avrebbe le condizioni per giocare una partita simile con piattaforma, logistica, dati e AI senza dipendere interamente da ecosistemi esterni? A parte le cinesi JD.com, Shein, Alibaba e Temu un’azienda europea che potrebbe farlo ci sarebbe, secondo voi quale?
Sego, fibre, proteine. E poi alcol, latte intero e carne, con tro ogni logica se non quella delle lobbies USA
Il caso PepsiCo conferma quello che era noto : molte grandi marche hanno dopato prezzi e margini negli ultimi anni. Anche perchè un calo del 15% significa che avevano ampiamente “fieno in cascina”. PepsiCo nel 2023 è stato il secondo produttore mondiale di cibo, dopo Nestlè e prima della brasiliana JBS, produttrice di carne.
Le piattaforme tecnologiche sono come degli stati transnazionali : possono forse pagare delle multe miliardarie ma, quasi certamente non pagheranno mai tasse equivalenti a quelle pagate dai loro concorrenti. E continueranno quindi ad operare facendo loro concorrenza sleale
“E’ necessario evitare che nello stesso prodotto siano contenute nocciole estere e nocciole piemontesi”. Ferrero potrebbe imitare Barilla che vende pasta con grano 100% italiano ed eventualmente differenziare : prodotti italiani e non