n.3169

Commissione senatoriale su Perrier : la Presidenza della Repubblica sapeva, almeno dal 2022, che Nestlé imbrogliava da anni


era consapevole che ciò creava una distorsione della concorrenza con altri produttori di  acque minerali ed era a conoscenza della contaminazione batteriologica e persino virologica su alcuni pozzi. Tra le tante cose fatte da Nestlè per occultare la frode : togliere "l'elenco dei pesticidi (erbicidi, fungicidi) che sono stati vietati per alcuni di essi per vent'anni, come l'atrazina. Niente più tracce di PFAS, clorati e altri perclorati. Esce, soprattutto, dalla tabella che cita la frequenza di rilevazione dei batteri E.Coli e degli enterococchi intestinali nel periodo 2020-2023".

n.3166

Cambiamento climatico : le tariffe degli assicuratori delle case negli USA diventano sempre più proibitive


Incremento del 17%, dopo l'incremento del 20% dell'anno scorso. Gli incendi a LA costeranno 250 miliardi di $ (NYT). Molti assicuratori si rifiutano di servire i clienti californiani. Just months after fires devastated parts of Los Angeles, one of the leading home insurers in California, State Farm, is temporarily raising rates 17 percent. The sharp jump, after a 20 percent rate increase last year, is sure to strain family finances in what is already one of the nation’s most expensive states for home insurance... Even before the fires struck Los Angeles, state officials were scrambling to stop insurers from abandoning the California market as wildfires grow more frequent and destructive. The Los Angeles fires only made the risks to homeowners, and insurers, more apparent. The total economic toll of the fires, including property damage and longer term economic losses, is expected to top $250 billion, according to AccuWeather, making it one of the most expensive disasters of all time.. Sotto il disastro del gennaio 2025

n.3165

Conad- BDC ( Pugliese – Mincione) : 1 € per 225,4 milioni ma è probabile che finisca a “tarallucci e vino”


..."L’operazione viene condotta, dicevamo, attraverso la società Bdc Italia: 51% Conad, 49% Mincione attraverso le sue società in Lussemburgo. Gli accordi prevedono però che dopo la spartizione dei vari punti vendita fra gli associati di Conad Mincione porti la propria quota al 95% acquisendo il 46% di Bdc Italia per il prezzo simbolico di un euro. Il problema è che a quel punto nella società veicolo è rimasto un bel pezzo del patrimonio iniziale. Degli 88 immobili 55 sono stati assorbiti dal sistema ma gli altri 33 non interessano alle cooperative della Conad. E hanno un valore non proprio marginale: 225,4 milioni, dicono le perizie. Decisamente qualcosina in più di quell’euro simbolico grazie al quale Mincione diventerebbe proprietario pressoché assoluto di tutto il rimanente"... "il ministero diffida i vertici Conad, per il suo presidente Mauro Lusetti, a disporre entro 90 giorni una «perizia circostanziata» affidata a uno o più professionisti «in possesso dei necessari requisiti di terzietà e particolarmente qualificati, ancorché scelti di comune accordo con tutti i soci». La scelta cade sul tributarista Domenico Livio Trombone, futuro presidente di Coop Alleanza 3.0 (concorrente interno di Conad nel sistema cooperativo) e sull’avvocato Pier Luigi Morara. E il 20 novembre 2023 i due formulano un parere totalmente assolutorio dell’operazione: «Sulla base delle considerazioni (…) e in mancanza di significativi elementi sopravvenuti dopo l’avvenuta cessione riteniamo a fortiori non sussistano elementi giuridicamente apprezzabili per contestare l’avvenuta cessione del 46% di Bdc Italia spa per ottenere il riconoscimento di un maggiore corrispettivo (rispetto al prezzo simbolico di un euro, ndr)»... Quindi basta una perizia effettuata da amici degli amici per "risolvere" tutto? Sarebbe interessante poter vedere i bilanci ma pare non siano mai stati depositati. E quindi mancano i nomi degli amministratori, i passaggi di quote e la cifra esatta sborsata da Auchan (per far sì che Conad se la prendesse). Grazie a Luigi Rubinelli. Leggi anche : Auchan-Conad-Raffaele Mincione CHE STRANA TRIANGOLAZIONE. A proposito di giornalisti, cooperative e sindacati Redatto i 17 maggio, aggiornato il 18 maggio 2025

n.3162

La deeforestazione in Amazzonia ha rallentato?


In Brasile la deforestazione ha rallentato nel 2024. Ed è la prima volta negli ultimi sei anni. Il dato è contenuto nel rapporto RAD2024 redatto da MapBiomas Alerta, una rete collaborativa formata da ong, università e startup tecnologiche brasiliane. RAD2024 è stato presentato oggi a Brasilia, pochi mesi prima che il colosso Sudamericano ospiti la cruciale Cop30, la trentesima conferenza sul clima delle Nazioni Unite. .. La questione è però controversa. Solo poche settimane fa, il 25 aprile, l'Istituto amazzonico per le persone e l'ambiente (Imazon) aveva diffuso dati di segno diametralmente opposto, anche se relativi alla sola Amazzonia: “Le aree deforestate in Amazzonia sono aumentate del 18% tra agosto 2024 e marzo 2025, rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente. Sono stati disboscati complessivamente 229.000 ettari di foresta”.Cifre così contrastanti da rendere urgente un sistema di monitoraggio univoco affidabile sui territori interessati. Fonte

n.3161

Dazi USA : un esempio sui prodotti tessili cinesi


.. In questo esempio, Leslie Jordan Inc., un'azienda che vende abbigliamento sportivo per eventi speciali, ha importato una spedizione di magliette da donna dalla Cina alla fine di aprile. Questo è avvenuto dopo che Trump ha aumentato in modo aggressivo i dazi sulle importazioni cinesi, ma prima che i funzionari di entrambi i paesi concordassero una tregua temporanea, un esempio di come le aziende abbiano faticato a pianificare i loro acquisti mentre i livelli tariffari cambiano continuamente.. Il costo del carico subisce quasi un raddoppio.

n.3160

Walmart aumenterà i prezzi a causa della guerra commerciale di Donald Trump


nonostante l'accordo di questa settimana tra Stati Uniti e Cina per ridurre le tariffe punitive... Walmart cercherà di tenere sotto controllo i prezzi dei generi alimentari dopo anni di inflazione dei generi alimentari, ha detto McMillon. Ma ha detto che ci sono nuove pressioni tariffarie per i prodotti che deve importare, come le banane dal Costa Rica e il caffè dalla Colombia... L'avvertimento di McMillon giovedì è arrivato quando Walmart ha riportato un aumento annuo del 4,5% delle vendite comparabili nella sua omonima attività negli Stati Uniti nei tre mesi fino alla fine di aprile, superando l'aumento del 3,7% previsto dagli analisti di Wall Street, secondo Visible Alpha... Messico, Canada, Vietnam e India sono le principali fonti di importazioni di Walmart, insieme alla Cina... Walmart ha riferito che la sua attività di e-commerce – che include le vendite dal proprio inventario e da commercianti di terze parti che utilizzano la sua piattaforma – è cresciuta del 22% su base annua ed è stata redditizia sia negli Stati Uniti che a livello globale per la prima volta. Il nervosismo della guerra commerciale ha spinto gli acquirenti ad accelerare gli acquisti di alcuni articoli nel tentativo di battere i dazi, distorcendo potenzialmente il quadro della domanda dei consumatori

n.3159

Internet è ormai, anche da noi, il principale mezzo con il quale cittadini si informano (Osservatorio sul sistema dell’informazione di AgCom)


che ha pubblicato, a marzo 2025, il report annuale con i dati relativi al 2023 e le tendenze del 2024. ✔ Perché è importante: per la prima volta la televisione perde la posizione di leader tra i mezzi di informazione (46,5% della popolazione) 21 punti percentuali in meno nel confronto tra 2023 e 2019. Il primato di Internet come mezzo informativo è confermato per tutte le fasce di età, ad eccezione degli over 65. ✔ Un dettaglio importante: il 50,5% di coloro che sono iscritti ad almeno un social network dichiara di venire a conoscenza di notizie e informazioni sui social prima che su altri mezzi di comunicazione, in particolare grazie ai sistemi di notifica e a quello che l’Osservatorio di AgCom definisce “passaparola digitale”. ✔ Il quadro generale: i cittadini italiani si informano in rete prevalentemente tramite i social network (19,8% della popolazione) e i motori di ricerca (17,9%). Distanziate troviamo anche le versioni online di quotidiani e periodici: 11,8%. ✔ Sì, ma: soltanto il 6,6% degli italiani dichiara di aver sottoscritto un abbonamento ad almeno un quotidiano online, mentre tra coloro che non sono abbonati solo il 14,4% manifesta una qualche volontà di poter sottoscrivere, prima o poi, un abbonamento alla versione internet di un giornale; la stragrande maggioranza però (l’85,6%) non ha nessuna intenzione di farlo nemmeno in futuro Fonte