n.1259

Inflazione: +4,6% prezzi alimentari, ecco la top ten degli aumenti


I prezzi al consumo dei prodotti alimentari e delle bevande schizzano del 4,6% con il rincaro dei beni energetici che si trasferisce sulla filiera agroalimentare e colpisce agricoltori che sono costretti a vendere sottocosto e i consumatori con ben 5,6 milioni di italiani che si trovano in condizioni di poverta’ assoluta in difficoltà nel fare la spesa. E’ quanto afferma la Coldiretti in riferimento ai dati Istat sull’inflazione a febbraio che evidenziano un balzo del 45,9 % per l’energia che si riflette sui prezzi di molti prodotti alimentari.

n.1258

Scordamaglia (Filiera Italia): siccità alla base degli aumenti di prezzo dei cereali


Luigi Scordamaglia , consigliere delegato di Filiera Italia, sugli aumenti delle materie prime agricole in una recente intervista accende i riflettori sulle cause fondamentali della situazione. Innanzitutto le questioni legate al clima. i raccolti sono stati scarsi, o comunque più scarsi rispetto alle stime negli Stati Uniti, in Canada e in Russia. Nel 2021, il costo dei cereali e della soia è salito notevolmente rispetto al 2020, quello del mais è aumentato del 60-70%, quello del frumento in certi casi anche dell’80%. A livello mondiale c’è stata una corsa all’accaparramento, perché ogni Paese pensa per sé.

n.1252

A proposito di pane, pasta, olio e mangimi


Secondo un’analisi di Confagricoltura riportata dal Corriere della Sera, nei primi dieci mesi del 2021 l’Italia ha importato 122mila tonnellate di grano tenero (quello con cui si fa il pane) dall’Ucraina e 72mila dalla Russia: quantità che messe insieme sono circa il 5 per cento del totale. Per quanto riguarda il grano duro (quello con cui si fa la pasta), non ne è stato importato dall’Ucraina, ma dalla Russia sì: 51mila tonnellate, pari al 2,5 per cento del totale...E l’Italia ha importato il 40 per cento del mais (olio ma anche mangimi) che usa, l’11 per cento del quale proveniva dall’Ucraina. Dati da Il Post