n.3570

Vinted ha dichiarato che il valore totale dei beni venduti sulla sua piattaforma è aumentato del 47% nel 2025, raggiungendo i 10,8 miliardi di euro


Vinted ha generato un fatturato di 1,1 miliardi di euro e un utile netto di 62 milioni di euro lo scorso anno (la differenza tra transato e fatturato si spiega perché Vinted è un marketplace, che percepisce commissioni da terzi)… Fondata nel 2008 come piattaforma per lo scambio di abiti tra privati, Vinted si è espansa in nuove categorie come libri, giocattoli e videogiochi, concentrandosi al contempo sullo sviluppo dei propri servizi di spedizione e pagamento… Vinted, ampiamente diffusa in Europa, sta ancora cercando di affermarsi sul mercato statunitense. Secondo il Financial Times Vinted oggi, in Borsa, vale 8 miliardi di €. Sull'argomento puoi leggere questo approfondimento.

n.3569

La GDO cambia pelle: clienti infedeli, AI agentica, store autonomi e promozioni che non bastano più. E poi c’è il localismo


...Il prodotto locale non è più una semplice referenza, ma uno strumento identitario. Alcune insegne supportano piccoli produttori nello sviluppo delle ricette, nel packaging e nei processi di qualità, trasformando la GDO in un ecosistema che valorizza le filiere locali. La private label evolve: non più solo leva di convenienza, ma sistema di valori capace di dialogare con community, creator digitali e nuovi target. In alcune insegne rappresenta già oltre metà del fatturato ( Sotto : etichette Esselunga "prodotto in Toscana" introdotte più di 30 anni fa per i prodotti freschi e utilizzate ancora oggi : nel 2003 il 70% dei nostri fornitori fatturava meno di 100K)... Dai carrelli intelligenti all’AI agentica, dagli autonomous store alla riscoperta del territorio, emerge una GDO che evolve rapidamente: tecnologica, data‑driven, automatizzata, ma allo stesso tempo più umana, locale e relazionale. Un settore che interpreta bisogni sempre più frammentati e fluidi, costruendo un nuovo equilibrio tra innovazione e prossimità. Mi auguro con tutto il cuore che questi cambiamenti avvengano, soprattutto quelli tecnologici, ma mi domando : quando si parla di tecnologia sui social (AI, e-commerce, promozioni personalizzate, etc.) come mai sembra non esserci interesse alcuno da parte degli utenti italiani? Redatto il 9 maggio, aggiornato il 10 maggio 2026

n.3568

Pasta Lidl, Corte UE: il tricolore sulle etichette può ingannare i consumatori


Al centro della contestazione ci sono le linee Italiamo (con la raffigurazione sulla confezione dello scudetto tricolore e la scritta “Passione Italiana”) e Combino (con immagini di paesaggi italiani e la dicitura “Specialità italiana”). In entrambi i casi, l’Antitrust ha stabilito che l’enfasi sull’italianità induceva in errore il consumatore, poiché il grano utilizzato era in gran parte straniero (UE e non UE) e questa informazione compariva solo lateralmente o sul retro, con caratteri grafici molto piccoli e difficilmente leggibili... La Corte di Giustizia dell’Unione Europea ha messo la parola fine alla lunga battaglia legale sulla pasta a marchio Lidl, confermando che l’uso di simboli patriottici per mascherare l’origine straniera del grano è una pratica commerciale scorretta. Con la sentenza C-301/25 depositata il 30 aprile 2026, i giudici di Lussemburgo hanno dato ragione all’Antitrust italiana (Agcm), ribadendo che la sanzione da un milione di euro inflitta alla catena di supermercati è legittima: la trasparenza sulle confezioni deve essere immediata e non può essere nascosta tra le scritte minuscole sul retro del pacco. Questo scivolone intacca l'immagine di Lidl che vorrebbe - e ha il potenziale- per essere "marca". L'immagine sotto è di Paolo Caruso (LinkedIN).

n.3563

Realco sempre più in crisi, nessun acquirente. Va verso lo spezzatino?


Nessuna offerta è ancora arrivata al Tribunale di Bologna per l’intero perimetro aziendale, fatto di circa 130 supermercati a insegna Sigma, Ecu ed Economy, presenti in Emilia-Romagna, Toscana e Lombardia, di cui una trentina già chiusi da alcune settimane, e delle sede centrale, magazzino e uffici, di via Pertini 15 a Reggio Emilia. Negli ultimi mesi di era parlato dell’interesse di Migross, Crai e NewPrinces che recentemente ha acquisito Carrefour Italia, ma a quanto pare i giudizi sono stati negativi: la vendita in blocco pare sempre più improbabile. Per le lavoratrici e i lavoratori la situazione è sempre più incerta. Fonte

n.3562

Inflazione su, Coop: “Difesa del potere d’acquisto non può pesare solo sulla Gdo”


Ad aprile torna a farsi se la morsa dell’inflazione e riaccende le preoccupazioni in un contesto internazionale sempre più instabile. Le tensioni geopolitiche iniziano infatti a tradursi in effetti concreti sui prezzi: i primi segnali arrivano dai beni energetici, mentre il carrello della spesa risente dell’accelerazione degli alimentari non lavorati. Il dato diffuso da Istat restituisce un quadro in peggioramento, con un +1,2% su base mensile e un +2,8% su base annua, in netta accelerazione rispetto al mese precedente. Fonte

n.3559

Il mito sfatato dei grani antichi. Ecco perché farro e quinoa non sono migliori dei cereali moderni


La britannica Bbc ha dedicato un lungo servizio a una moda che da anni spopola anche in Italia. E ha sottolineato le sorprendenti proprietà di questi prodotti. Ma in realtà – dicono gli esperti – non esistono evidenze scientifiche che siano migliori di varietà più recenti. La vera differenza non è tra grani antichi e moderni, piuttosto tra farine integrali e non integrali: un prodotto integrale contiene quattro o cinque volte più minerali, vitamine e sostanze antiossidanti rispetto alla corrispondente farina bianca. Quindi più che mangiare grani antichi si dovrebbero mangiare prodotti fatti con farine integrali P.S.: e il kamut è un marchio, non un tipo di cereale. E non ha nessuna caratteristica particolare. Redatto il 19 aprile, aggiornato il 4 maggio 2026