n.3137

Il Gruppo Carrefour ha completato dell’acquisizione delle azioni residue di Grupo Carrefour Brasil (Atacadão SA), ottenendo così il pieno controllo della sua filiale brasiliana


e avviando il processo di delisting dalla Borsa di San Paolo (B3). L’operazione, approvata dal 59% degli azionisti di minoranza, rappresenta una tappa strategica per rafforzare la presenza del gruppo nel mercato brasiliano, che contribuisce per circa il 20% alle vendite lorde globali di Carrefour...Con questa acquisizione, Carrefour mira a semplificare la struttura societaria e a migliorare l’agilità operativa in Brasile, un mercato chiave per il gruppo. La piena proprietà consentirà una gestione più efficiente e una maggiore capacità di adattamento alle dinamiche locali Sotto. Francesco De Marchi, capo della filiale dove ho lavorato nel 1979

n.3133

Siamo pronti a un futuro senza cioccolato? La risposta (forse) è nella carruba


Il cioccolato – simbolo universale di conforto, piacere e festa – sta per diventare un bene di lusso [lo diciamo da anni]. Non è una provocazione: è la fotografia di un mercato in allarme, travolto da un aumento dei prezzi senza precedenti. Nel 2024, il costo del cacao è salito del 300% all’ingrosso. E le ragioni vanno ben oltre la legge della domanda e dell’offerta. Le piantagioni dell’Africa occidentale, da cui proviene la maggior parte del cacao mondiale, sono sempre più in sofferenza per via dei cambiamenti climatici. Temperature elevate, piogge irregolari e una crescente difficoltà nella gestione della biodiversità stanno mettendo a rischio la sopravvivenza stessa degli alberi di cacao. A questo si aggiunge un fenomeno ancora più preoccupante: alcuni agricoltori del Ghana stanno abbandonando il cacao per dedicarsi all’estrazione illegale di oro, attività più redditizia e immediata. Il risultato è un buco nel mercato: nel 2024 si è registrata una carenza globale di circa 500mila tonnellate di cacao. Una crepa profonda, che ha spinto diverse aziende a chiedersi: possiamo immaginare un futuro senza cioccolato – o, meglio, senza cacao? Leggi il seguito su Il Gambero Rosso

n.3132

Gambero Rosso : i migliori spaghetti in Italia


Il Gambero Rosso ha fatto una prova di assaggio su 39 campioni di spaghetti acquistati nei supermercati di Roma. La prova di degustazione, condotta alla cieca, è stata affidata a Maria Antonia Argenio, responsabile del controllo qualità del pastificio campano Graziano di Monocalzati (AV), e due chef, Giulia Mauro (ristorante Passepartout, Roma) e Jones Bargoni, affiancati da due persone della redazione del Gambero Rosso: Mara Nocilla ed Eugenio Marini. La cottura è avvenuta in acqua non salata, rispettando le tempistica indicate sulle confezioni, e anche l’assaggio è stato fatto senza sale e olio. Trattandosi di una prova di degustazione, gli assaggiatori hanno preso in considerazione criteri di valutazione come l’aspetto, il sapore, il profilo aromatico e la consistenza. Prima : Garofalo poi Todis (discount) poi Voiello (Barilla), La Molisana, Esselunga, Granoro, Lidl, De Cecco, Consilia e PAM. Unico neo : non si poteva pubblicare la lista dei 39 campioni presi in considerazione ?

n.3129

Negli USA vendite al dettaglio in ripresa a marzo ma cresce l’incertezza per i dazi


Molti consumatori hanno anticipato gli acquisti di beni durevoli come elettrodomestici e abbigliamento, temendo aumenti di prezzo. Il monitoraggio indica che le vendite “core” (escludendo ristoranti, auto e carburanti) sono salite dello 0,4% mensile e del 5,07% su base annua. I settori più dinamici a marzo sono stati i prodotti digitali (+27,6% annuo), i negozi di articoli sportivi, hobby e libri (+6,6%) e i grandi magazzini (+7,6%). In lieve calo invece le vendite di elettrodomestici e prodotti per la cura della persona. Nel primo trimestre del 2025, le vendite totali al dettaglio sono cresciute del 4,52% annuo, mentre le vendite core sono salite del 4,96%. Tuttavia, la NRF segnala che l’incertezza economica generata dai dazi potrebbe frenare la fiducia dei consumatori, inducendoli a risparmiare più che a spendere.

n.3127

L’Italia con gli Stati Uniti per opporsi alle tasse “discriminatorie” sulle tecnologie : un pessimo segnale all’Europa ed un favore ad Amazon


L'Italia applica un prelievo del 3% sulle entrate derivanti dalle transazioni via Internet per le aziende digitali con un fatturato di almeno 750 milioni di euro (853,35 milioni di dollari), che vale meno di 500 milioni di euro di entrate per lo Stato ogni anno. "Abbiamo convenuto che un ambiente non discriminatorio in termini di tassazione dei servizi digitali è necessario per consentire gli investimenti da parte di aziende tecnologiche all'avanguardia", hanno dichiarato Roma e Washington ... Reuters Ma il punto debole dell'Europa è il paradiso fiscale irlandese, che, a settembre 2024, ha un surplus di entrate fiscali pari a 8,6 miliardi di €, proveniente dal gettito delle multinazionali e Meloni avrebbe, secondo me, dovuto concertarsi su questo soggetto sensibile con i partner europei (anche perchè le regolamentazioni big tech hanno anche altre implicazioni che riguardano, il possibile dumping e-commerce delle aziende cinesi, la privacy, etc.). Aggiornato il 22 aprile 2025