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Siamo pronti a un futuro senza cioccolato? La risposta (forse) è nella carruba
Il cioccolato – simbolo universale di conforto, piacere e festa – sta per diventare un bene di lusso [lo diciamo da anni]. Non è una provocazione: è la fotografia di un mercato in allarme, travolto da un aumento dei prezzi senza precedenti. Nel 2024, il costo del cacao è salito del 300% all’ingrosso. E le ragioni vanno ben oltre la legge della domanda e dell’offerta.
Le piantagioni dell’Africa occidentale, da cui proviene la maggior parte del cacao mondiale, sono sempre più in sofferenza per via dei cambiamenti climatici. Temperature elevate, piogge irregolari e una crescente difficoltà nella gestione della biodiversità stanno mettendo a rischio la sopravvivenza stessa degli alberi di cacao. A questo si aggiunge un fenomeno ancora più preoccupante: alcuni agricoltori del Ghana stanno abbandonando il cacao per dedicarsi all’estrazione illegale di oro, attività più redditizia e immediata. Il risultato è un buco nel mercato: nel 2024 si è registrata una carenza globale di circa 500mila tonnellate di cacao. Una crepa profonda, che ha spinto diverse aziende a chiedersi: possiamo immaginare un futuro senza cioccolato – o, meglio, senza cacao?
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