n.3606

Andrea Illy: la scomparsa del 50% terre del caffè è prospettiva sempre più concreta


"Gli esperti dissero già dieci anni fa che il 50% delle terre coltivabili a caffè al mondo non ci sarebbe stato più, a causa del cambiamento climatico, e oggi questa prospettiva è sempre più concreta". Andrea Illy, presidente di illycaffè, ha richiamato così una previsione formulata oltre un decennio fa, durante un'intervista a Roma nella sede dell'Associazione della stampa estera in Italia, condotta da Bernard Bedarida davanti a una platea di corrispondenti di testate internazionali. Per Illy, la questione climatica non è più uno scenario distante, ma un fattore che incide direttamente sulla disponibilità futura del caffè.

n.3604

Pesce, le vendite corrono nonostante i prezzi: cambiano le abitudini e il salmone è il re


I rincari degli ultimi anni non hanno risparmiato i prodotti ittici. Che però registrano un +6,3% degli acquisti rispetto al 2024. A trainare il settore è la passione per il sushi e il “ready to eat”. Il pesce e i crostacei continuano a rincarare sulle tavole degli italiani. Ma nonostante questo, il mercato continua a crescere: soprattutto nel segmento dei prodotti pronti. Consultando le tabelle Istat sui prezzi al consumo, anche negli ultimi mesi gli aumenti sono stati visibili: ad aprile la macrocategoria “pesci e prodotti ittici” ha segnato un +3% sul 2025, stesso aumento per il salmone mentre i gamberetti si registra il +3,7%. Più impressionante è il dato relativo al lungo periodo: +32,8% per pesci e prodotti ittici tra il 2015 e il 2025, mentre i frutti di mare freschi o congelati hanno registrato rincari del 40%. In dieci anni il pesce è diventato quindi un prodotto sensibilmente più costoso per le famiglie italiane, stretto tra inflazione, aumento dei costi energetici, trasporti più cari e tensioni sulle filiere internazionali… Ovviamente manca un'analisi che faccia la differenza tra la crescita a valore e quella a volume ma la tendenza è questa. Sotto : l'angolo sushi e il banco pesce di un supermercato Pewex, a Roma. Redatto il 28 maggio, aggiornato il 29 maggio 2026  

n.3603

L’Unione europea congela l’acquisto di Ceconomy da parte del gigante e-commerce cinese Jd.com


Per la prima volta, infatti, la Commissione Ue ha azionato lo scudo previsto dal regolamento contro gli aiuti di Stato stranieri. Bruxelles sospetta infatti che Jd.com abbia ricevuto dal governo di Pechino sussidi pubblici che gli hanno consentito di presentare un’offerta più alta per rilevare il gruppo tedesco che controlla le catene Mediaworld, MediaMarkt e Saturn. E che, in futuro, potranno consentirgli di avvantaggiarsi sul mercato europeo e di falsare la concorrenza, praticando per esempio prezzi più bassi. L’indagine della Commissione Ue mira in particolare ad accertare se Jd.com abbia incassato prestiti privilegiati, incentivi fiscali e contributi pubblici dallo Stato cinese. Bruxelles ritiene di aver già rintracciato alcuni indizi in tal senso, ma si riserva di approfondire nell’inchiesta che si concluderà entro il 2 ottobre... In Francia l'Autorité des marchés finanzieri (AMF) nel frattempo ha approvato  la proposta di offerta pubblica di acquisto lanciata a gennaio dal miliardario ceco Daniel Kretinsky per prendere il controllo dello specialista in elettronica e prodotti culturali Fnac Darty. Questa decisione gli permetterà  di salire oltre la soglia del 50% dell'azionariato e di bloccare il tentativo di scalata dei cinesi. Kretinsky possiede anche la catena francese di supermercati Casino. Sull' argomento leggi questo articolo

n.3601

Benetton riduce il rosso nel 2025 (-65%) e punta al pareggio di bilancio


L’intenso piano di risanamento e rilancio dell’AD del Gruppo Benetton Claudio Sforza inizia a dare i primi frutti. Nel 2025 la realtà di Ponzano Veneto ha contenuto il rosso a 33 milioni di euro, riducendo le perdite del 65% rispetto ai 100 milioni del 2024 e di oltre l’85% rispetto ai 230 milioni del 2023, specifica l’agenzia Ansa sottolineando che il gruppo può quindi puntare al pareggio di bilancio già quest’anno, pur tenendo sempre monitorata la situazione macroeconomica, tra conflitto in Medioriente e i possibili riflessi in termini di inflazione, aumento di costi, contrazione dei consumi. Il contenimento dei costi si è tradotto anche in una razionalizzazione della rete distributiva, con l’efficientamento dei punti vendita diretti in perdita e l’interruzione dei rapporti con i partner insolventi nel canale indiretto, che ha contribuito – insieme al contesto generale di difficoltà del settore tessile-moda – a ridurre ulteriormente il fatturato, già sceso nel 2024 sotto la soglia del miliardo di euro (per la precisione 915 milioni di euro). Nel 2025 le vendite si sono fermate a poco meno di 800 milioni, in calo di oltre dieci punti percentuali… Difficilissimo competere per il gruppo nell'attuale contesto, sempre più complesso.

n.3599

Un ricordo dell’Esselunga che fù : il preparato per brodo vegetale Esselunga bio fatto dal ragionier Brambilla


Dado vegetale : Il sale è sempre il primo ingrediente, con una percentuale che varia più o meno dal 35% al 50%, valore Esselunga, oltre al brodo vegetale granulare ‘standard’ (con 34% di sale e il 20% glutammato) ha il preparato per brodo bio di Esselunga, in cui in cima all’elenco degli ingredienti troviamo verdure disidratate. Si tratta di un'eccezione: normalmente le varie referenze di dado vegetale sono composte in gran parte da sale e glutammato; il quadro generale è poco salutare. Fà piacere, che tantissimi anni dopo il lancio di Esselunga Bio, avvenuto nel 1999, venga riconosciuto il ruolo salutistico di alcuni prodotti di questa linea. Il ragionier Vittorino Brambilla, senior buyer dell'Esselunga di allora- alla mia sinistra sotto -, ne fù l'artefice.  

n.3598

La Corte dei conti indaga sui fondi assegnati al Piano Mattei


La Corte dei conti sta indagando sul Fondo italiano per il clima, il veicolo di 4,4 miliardi di euro da destinare a progetti di contrasto al cambiamento climatico nei Paesi con economie emergenti… Secondo la ricostruzione di IrpiMedia, la Corte starebbe indagando sulla decisione del governo di spostare gran parte delle risorse del Fondo (il 70%, cioè circa 3 miliardi) sul Piano Mattei, l’iniziativa che secondo il governo cambierà le relazioni tra Italia e Africa, trasformando il continente da beneficiario di aiuti umanitari a nuovo partner commerciale... Tra i progetti che hanno beneficiato dei nuovi criteri approvata a marzo 2024 ce n’è anche uno di Eni in Kenya che si pone l’obiettivo di creare una filiera per la produzione di biocarburanti… Nella replica alla Corte dei conti la Presidenza del Consiglio ha infatti inserito un allegato da cui si evince che sono stati modificati i criteri di ammissibilità per gli interventi del Fondo… Sotto : un post di Coldiretti sulla partecipazione di Bonifiche Ferraresi al Piano Mattei. Nel frattempo manca un piano idrico nazionale. Redatto il 24 maggio, aggiornato il 26 maggio 2026